Appunti del Gospel di domenica 30 giugno 2019

Riguarda qui la predica: Domenica Gospel @ Milano | L’ importanza del luogo segreto

Conosciamo il SIGNORE, sforziamoci di conoscerlo!
La sua venuta è certa, come quella dell’aurora;
egli verrà a noi come la pioggia,
come la pioggia di primavera che annaffia la terra (Osea 6:3 )

Quando qualcuno vuole portare dei frutti – ovvero dei risultati e dei cambiamenti – Dio migliora il nostro carattere, il nostro cuore, il nostro modo di agire.  Bisogna riflettere sull’importanza della nostra radice che deve essere profondamente in Gesù Cristo. Se la visione che Dio ti ha dato supera l’amore che hai per Dio, quello che fai non porterà risultato.

Dobbiamo stare attenti a non amare l’opera più del Signore dell’opera perché tutto sarà frutto di adorazione.

Come possiamo sforzarci di conoscere Dio? Leggendo la Parola, adorandolo, scoprendo ciò che Dio dice. Bisogna ricercarlo, perché la sua venuta è certa quindi verrà davvero. Conoscere in un modo profondo, non superficialmente ma questo vuol dire intimità, tempo segreto con Lui, stare nelle 4 pareti con Lui. Devo volere, ricercare, questa intimità e dopo diventa qualcosa di naturale.

Salomone aveva una vigna a Baal-Amon;
egli affidò la vigna a dei guardiani,
ognuno dei quali portava, come frutto, mille sicli d’argento.
La mia vigna, che è mia, la guardo da me;
tu, Salomone, tieni per te i tuoi mille sicli,
e ne abbiano duecento quelli che guardano il frutto della tua! ( Cantico dei cantici 8:11-12 )

Esistono due libri nella Bibbia in cui non compare la parola Dio: Ester e Cantico dei Cantici. Sono due libri che parlano di Lui ma il Suo nome non compare esplicitamente. La scuola ebraica vede l’uomo come essere totale fatto di spirito, anima e corpo e vedono il libro del Cantico dei Cantici come il rapporto di Dio con Israele, noi cristiani lo vediamo come il rapporto di Cristo con la Sua Chiesa.

Nel libro del Cantico dei Cantici Salomone aveva una vigna nel Libano e , in questo passaggio, si reca alla vigna per raccoglie personalmente l’affitto dei vignaioli. I personaggi del libro sono: Salomone e una ragazza di cui sappiamo (dal Cantico dei Cantici 1:5-6) che custodisce la vigna per i suoi fratelli e sua madre e che non aveva il padre. Sappiamo anche che ha una sorella più piccola (Cantico dei Cantici 8:8). Loro si innamorano e iniziano ad avere un rapporto di profondo amore. Lei è una donna molto timida, che non sa chi è, pensa di non aver valore. Lui le risponde che è un giglio della valle ovvero il fiore dei matrimoni, il fiore più bello dicendole che ha un valore inestimabile. Lei inizia a sognare con lui, a desiderarlo. Nel capitolo 3 lui va via e ritorna.

Nel capitolo 4:7-8
Tu sei tutta bella, amica mia,
e non c’è nessun difetto in te.
Vieni con me dal Libano, o mia sposa;
vieni con me dal Libano!
Guarda dalla cima dell’Amana,
dalla cima del Sanir e dell’Ermon,
dalle spelonche dei leoni,
dai monti dei leopardi.

Salomone le chiede di vivere con lui e dice a lei che ritornerà a prenderla. Salomone torna a regnare in Gerusalemme. Mentre lui non c’è lei si gira e rigira nel suo letto, lo sente li anche se non c’è, si definisce malata d’amore ed esce di casa e chiede per la strada se qualcuno ha visto il suo amato. Nel capitolo 6 lui torna con tutti i suoi guerrieri e ci sono 60 regine, 80 concubine e fanciulle innumerevoli. Lui la chiama “la mia colomba che è perfetta, è la prescelta e anche le concubine la loderanno”. La definisce “colomba” perché la colomba fissa lo sguardo solo su un soggetto, quindi ha gli occhi fissi su di lui.

Mettimi come un sigillo sul tuo cuore,
come un sigillo sul tuo braccio;
perché l’amore è forte come la morte,
la gelosia è dura come il soggiorno dei morti.
I suoi ardori sono ardori di fuoco,
fiamma potente.
Le grandi acque non potrebbero spegnere l’amore,
i fiumi non potrebbero sommergerlo.
Se u
no desse tutti i beni di casa sua in cambio dell’amore,
sarebbe del tutto disprezzato. (Cantico dei Cantici 8:6-7)

Lei dice fammi completamente tua perché io desidero il mio amato e il mio amato è mio, ed è disperata quando lui non c’è. Lei non è interessata a quello che il re le può offrire come ad esempio la ricchezza ma ricerca la sua presenza.

Dio vuole una chiesa disperata quando la presenza di Dio non c’è, quando i miracoli non ci sono, quando la preghiera non esiste e non quando non ci sono i risultati della performance. Non per quello che possiamo guadagnare dallo stare con Dio ma ricercarlo per averlo con noi, per avere la Sua presenza. Dio cerca persone che sono disperate se stanno perdendo l’intimità con Dio, con la Sua Parola, con quello che Lui è. Quando perdiamo questa intimità i nostri occhi vanno altrove ovvero attorno a quello che c’è nella Sua regalità e non al Re.

Se noi non riusciamo a sentire la presenza di Dio diventiamo disperati, cerchiamo prediche, leggiamo libri per toccare la Sua presenza. A un certo punto Lui tornerà e cercherà la Sua Chiesa, la prescelta che verrà lodata.

La prima cosa per morire spiritualmente e guardare più le mani di Dio che il Suo volto e perdere quel momento intimo, quel tempo con Dio dove Lui ci parla. Il nostro risultato più grande che ci porta gioia è la Sua Presenza, se noi abbiamo perso questo abbiamo perso tutto.  Dobbiamo tornare al segreto, avere come priorità il Regno di Dio, separare del tempo per amarLo e per conoscerLo. La Sua voce deve essere per te abituale, la devi riconoscere. Ciò che è necessario è stare ai piedi di Gesù e ascoltare la Sua voce. Se vogliamo avere risultati la nostra vita deve essere davanti al Suo trono. Entra nel luogo segreto e parla con Dio

*l’articolo è frutto di appunti liberamente presi dal team writerS, al solo scopo di dare una idea di quanto detto durante il Gospel. In ogni caso questo testo non riporta letteralmente le parole dette dallo speaker e, quindi, non posso essere usate come citazioni dirette.

2019-07-03T08:08:22+02:00